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ArbLit – con un team composto dai partners Marco Torsello e Massimo Benedettelli, dalla senior associate Federica Serrantoni e dall’associate Gregorio Baldoli – ha curato per il primo anno il capitolo dedicato all’Italia della The Legal 500: Litigation Country Comparative Guide, prestigioso punto di riferimento per il contenzioso comparato e transfrontaliero. Grazie al formato “Q&A” ed al taglio pratico, il capitolo redatto da ArbLit è rivolto a parti, avvocati e legali interni provenienti da giurisdizioni estere e si propone quale guida per orientarsi nell’articolato panorama del contenzioso italiano e superare alcuni dei dubbi più ricorrenti.

Il 1° luglio 2021, Massimo Benedettelli, partner di ARBLIT, è stato riconfermato dal Consiglio Mondiale dell’ICC come membro italiano della Corte Internazionale di Arbitrato dell’ICC per il periodo 2021-2024.

 

In un comunicato del 5 luglio 2021, Massimo si è detto “onorato per la decisione assunta dal Consiglio Mondiale della ICC, che ha deciso di rinnovare il mio mandato nella ICC Court per altri tre anni nominandomi membro per l’Italia, di essere ora affiancato dall’amico Ferdinando Emanuele che entra nella Corte come alternate member. L’Italia vanta una comunità di arbitri, avvocati, ed esperti di diritto dell’arbitrato internazionale di qualità e tradizione, ed un ottimo diritto dell’arbitrato, come spero di aver dimostrato nel mio recente trattato International Arbitration in Italy. Questa nomina peraltro segue quella avvenuta qualche anno fa di Luca Radicati di Brozolo a Vice-Presidente della London Court of International Arbitration, e conferma quindi il riconoscimento a livello internazionale di ARBLIT, unica boutique italiana focalizzata sull’arbitrato e sul contenzioso transfrontaliero”.

 

ArbLit, con il team di Litigation guidato da Marco Torsello, ha ottenuto un’importante pronuncia con cui la Corte d’Appello di Milano (Presidente relatore Dott.ssa Carla Romana Raineri), riformando la decisione del tribunale, ha affermato la competenza giurisdizionale italiana in una causa per danni multi-milionaria promossa da investitori italiani nei confronti della filiale irlandese di una importante banca statunitense. La banca aveva operato come Administrator di un fondo estero e gli attori lamentavano di essere stati indotti ad investire circa 25 milioni di Euro in ragione di una prospettazione ingannevole del NAV (Net Asset Value) del fondo. La Corte d’Appello di Milano ha affermato la giurisdizione del giudice italiano ai sensi del Regolamento UE n. 1215/2012 (valorizzando l’interpretazione datane dalla più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’U.E. nella decisione Löber), accogliendo la tesi sostenuta dagli investitori, rappresentati da ArbLit, che valorizza la direzione verso l’Italia del “flusso informativo” posto in essere dalla banca al fine di affermare l’ubicazione in Italia del luogo di verificazione dell’evento dannoso che ha indotto gli investitori a compiere il rilevante esborso economico, poi integralmente perduto.